Staff Publications

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    'Staff publications' is the digital repository of Wageningen University & Research

    'Staff publications' contains references to publications authored by Wageningen University staff from 1976 onward.

    Publications authored by the staff of the Research Institutes are available from 1995 onwards.

    Full text documents are added when available. The database is updated daily and currently holds about 240,000 items, of which 72,000 in open access.

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Record number 479293
Title Il contributo dell'Italia verso una lista rossa degli habitat terrestri d'Europa: criticità e prospettive
Author(s) Gigante, D.; Acosta, A.T.R.; Agrillo, E.; Janssen, J.A.M.
Event 48e Congresso SISIV : Scienzia della Vegetazione e monitoraggio della Biodiversita, Valencia, Italy, 2014-09-17/2014-09-19
Department(s) Vegetation, Forest and Landscape Ecology
Publication type Abstract in scientific journal or proceedings
Publication year 2014
Abstract A partire dal 2014 è stato avviato, su incarico della Commissione Europea - DG Environment, un progetto europeo finalizzato alla valutazione dello stato di conservazione degli habitat Europei, naturali e seminaturali, terrestri e marini, avente come obiettivo la realizzazione di una Lista Rossa Europea degli habitat. L'ambito geografico di riferimento è rappresentato dai paesi dell'Unione Europea (EU28) con l'aggiunta di Norvegia, Islanda, Svizzera e paesi Balcanici (EU28+). Il coordinamento del progetto è a cura di Alterra (The Netherlands) e NatureBureau (Gran Bretagna) con la collaborazione della IUCN. I team di esperti nazionali sono stati costituiti nei vari paesi da coloro che hanno aderito al progetto a seguito di una call diffusa da EVS ed EDGG, gruppi di lavoro della IAVS. L'approccio metodologico è stato definito dai coordinatori europei. Per quanto riguarda categorie e criteri, è stata adottata una versione modificata del protocollo IUCN, proposta da Keith et al. (2013). In questo modello di assessment, i criteri si riferiscono sostanzialmente a: A) riduzione quantitativa, B) distribuzione geografica ristretta associata a declino o minacce, C/D) declino qualitativo (biotico/abiotico). Le categorie di rischio corrispondono a quelle utilizzate per le specie: CR (CRitically endangered), EN (ENdangered), VU (VUlnerable), Near Threatened (NT), Least Concern (LC) and Data Deficient (DD). La categoria EX (EXctinct) viene sostituita da CO (COllapsed), inteso come fase terminale del declino. Le tipologie sulle quali verrà condotto l'assessment sono state delineate a partire dalle categorie EUNIS (livello 3), adattate e riformulate nei casi di ovrapposizione, ambiguità o eccessiva ampiezza dei tipi originali, con l'esclusione degli habitat marcatamente antropogenici. Il prodotto finale sarà rappresentato da una scheda per ciascun habitat nella quale verranno riportate informazioni di tipo ecologico e distributivo e la categoria di rischio risultante dall'assessment eseguito. Il protocollo procedurale si articola in una fase di raccolta dati, che saranno forniti dagli esperti territoriali (National Experts), cui seguirà la valutazione dello stato di minaccia, condotta all'interno di 7 gruppi tematici (Working Groups) che opereranno a scala continentale. Con il presente contributo viene illustrato lo stato dell'arte del progetto per quanto concerne gli habitat terrestri presenti in Italia e vengono evidenziati i punti critici dell'intero processo. Questi ultimi, rappresentati soprattutto da una scarsa disponibilità di dati di base attuali e pregressi (se non per un ristretto numero di tipologie e/o per aree parziali del territorio nazionale), pongono un forte limite all'applicazione dei criteri adottati per l'assessment, problematica peraltro condivisa dalla maggioranza dei paesi del Sud Europa quali Spagna, Francia, Portogallo, Bulgaria e Grecia. Nonostante la migliorabilità del metodo e i numerosi punti ancora da perfezionare in un processo che interessa oggetti complessi e multidimensionali quali sono gli habitat, il progetto si delinea come un importante sforzo di coordinamento e armonizzazione delle conoscenze alla scala continentale, ponendo le premesse per ulteriori sviluppi alla scala nazionale ed evidenziando le numerose lacune conoscitive che gli enti preposti alla tutela e alla valorizzazione della biodiversità dovrebbero impegnarsi a colmare nel più breve tempo possibile.
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